sabato 16 giugno 2007

Un buon inizio...


Ti ho promesso un libro. Questo ancora non lo è. Lo definirei un buon inizio, un po’ come la nostra storia.

La prima cosa è stato il suo sguardo.
La seconda cosa è stato il suo sorriso.
La terza cosa sono state le sue labbra.
La quarta cosa le sue mani.
La quinta cosa è stata il silenzio.
La sesta cosa la sua sorpresa.
La settima cosa è stato il suo Ti amo.
L’ottava cosa il suo abbraccio.
La nona cosa è il suo amore.
La decima cosa è la nostra vita.

La prima cosa è stato il suo sguardo. Ricordo perfettamente quando tra una parola e l’altra decisi di provare a guardare nella sua direzione e tra un trillo e l’altro del cellulare vidi una donna bellissima, che non aveva nessuna voglia di scoprire le sue carte. Voleva solo giocare senza rischi. Giochi d’azzardo calcolati, nati in casinò lontani di Paesi ancora sconosciuti. Due, massimo tre parole, e la confusione regnò sovrana. Perchè ancora non sapevo nulla. Perchè ancora non sapeva nulla. Poi furono giorni a seguire. Minuti che ancora non si mettevano in fila a partorire ore, che ancora non cantavano ne ballavano. Era solo tempo che passava.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. Dio quante volte ho guardato al cielo quando ripensavo a quel sorriso. Al suo sorriso che esplodeva quasi a volermi tramortire. Quel sorriso anestetizzato quando ad ora tarda di quella notte di fuoco le dissi di volerla baciare, ed i suoi occhi sembrarono le Lune di Orione nell’unica notte di pace che quel pianeta lontano conosce. Il suo sorriso fu come un tatuaggio, lo stesso che ho intenzione di fare adesso.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. Già, perchè quando ormai le speranze erano svanite io ho avuto il privilegio di assaggiarle, di potermici perdere, tra saliva e gemiti che si univano. In mezzo al bastardo mondo che girava, noi avevano innalzato uno splendido velo. Un tessuto che con il tempo ho imparato a chiamare velluto. Fu una cosa pazzesca, una guerra lunga un istante, una storia in un battito di ciglio, un lampo ed un tuono senza avere la possibilità di leggere il tempo tra uno e l’altro. Fu specchiarsi e quasi spaventarsi. Poi tornò la pace e vennero di nuovo giorni infami. Giorni che non suonavano mai.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. Pochi hanno avuto la possibilità di leggere il potere di un tocco veloce. Ora faccio parte di questa schiera di sognatori. Nei pochi istanti che potevano tornare a toccarci, noi lo facevano con una dolcezza tutta particolare. Una dolcezza piena di rabbia, di passione. Se dovessi guardare un lupo negli occhi (e lei sa perché parlo di un lupo) lui mi capirebbe. Girandosi dondolando raggiungerebbe una cima e ululerebbe. Lo farebbe anche un po’ per me. La mia mano sul suo braccio. La sua sul mio. Ricordi indelebili. Attimi lunghi una vita.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. Quanto ho odiato quelle parole mancanti. Un puzzle bellissimo senza determinati pezzi. Forse nascosti, forse mai fabbricati. Io che tanto volevo conoscere la figura completa non avevo i mezzi. E forse un po’ odiavo, perchè l’amore nasce da tante cose. L’amore scaturisce dalle pietre, perché se ci guardi attentamente dentro puoi vedere il succo della freddezza farsi caldo come il miele. Lei non aveva nulla da dirmi, lei non si fidava di me. Poi le cose sono cambiate.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. La sesta cosa la sua sorpresa. Ad un certo punto venne un buoi cieco a scuotere il cielo e vennero parole irruente da parte mia. Lei non voleva replicare, lei cercava di non rompere il cristallo che io a parole volevo incrinare. Era tutto finito, ma il cerchio non era chiuso, così decisi di confessarle il mio amore, decisi di farlo senza giri di parole. Dopo sarei stato come un vaso vuoto, inutile. Ma ancora non sapevo di essere un’anfora piena d’acqua, non conoscevo i fremiti di una donna bellissima. Lei rimase di stucco, fu come una bomba che esplodeva e nessuno la sentiva. A parte noi. Mancavano appigli, il pavimento cedette sotto di noi e lei si fece prendere, si mise in gioco, ma di azzardo vero ancora non voleva sentirne parlare.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. La sesta cosa la sua sorpresa. La settima cosa è stato il suo Ti amo. Un giorno venne il lago. Ancora non so bene se fu lui a raggiungere noi e noi ad andare da lui. C’era l’acqua, c’era acqua ovunque. Pioveva forte, poi piano, poi fortissimo. Doveva essere l’ultima volta ed invece fu la prima. In un locale orrendo, l’unico a darci riparo io non riuscii a togliermi da palco. E lei mi guardo con degli occhi incredibili, occhi indimenticabili e lasciò cadere le sue ultime paure. “Anch’io Ti Amo”, poi scappò in bagno. Quando tornò uscimmo velocemente e la pioggia era lì ad aspettarci per battezzare quello che sarebbe diventato un amore grande. Un abbraccio lungo, forse ancora adesso siamo lì, poi via. Camminammo e più acqua cadeva più si rideva. La macchina fu un nascondiglio pieno di magia e sogni, non c’era ancora domani. Non si parlava del futuro. Ma l’orizzonte sarebbe arrivato presto.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. La sesta cosa la sua sorpresa. La settima cosa è stato il suo Ti amo. L’ottava cosa il suo abbraccio. Chissà perchè, ma non mi credeva capace di abbracciare. Non che io l’abbia mai fatto con grande passione, ma un po’ mi dispiaceva. Quando capitò, quando i nostri corpi si unirono mi parve di sentire il suo cuore affiancarsi al mio. Ancora non so bene dove siano finiti, dove diavolo abbiano deciso di nascondersi per ballare in eterno al ritmo di una splendida canzone che forse non imparerò mai. Strano, quella canzone è una specie di inno per noi, eppure io conosco solo una parola. Avrò tempo di rifarmi.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. La sesta cosa la sua sorpresa. La settima cosa è stato il suo Ti amo. L’ottava cosa il suo abbraccio. La nona cosa è il suo amore. Le cose vanno sempre meglio, le sue paure cadono come foglie secche, la mia voglia di sembrare invincibile, cinico fino al midollo, sta svanendo. Si parla, si ride, si discute, ma la cosa più bella è che si vive. Cerchiamo di vivere ogni cosa senza limiti. Sentiamo e vediamo cose che gli altri neppure immaginano. Forse siamo pazzi, forse solo innamorati e con una grande voglia di immaginare una vita migliore. Adesso le cose vanno alla grande e forse non finiranno mai. Ci basterà amarci sempre così, perché lei è la mia anima gemella ed io spero di darle sempre tutto quello che cerca. Io la ringrazio perché la vedo impegnarsi in continuazione per dimostrami il suo amore. La vedo soffrire per i ricordi passati e sorridermi comunque. Nessuno ha mai fatto tanto per me. Le sarò grato in eterno.

La prima cosa è stato il suo sguardo. La seconda cosa è stato il suo sorriso. La terza cosa sono state le sue labbra. La quarta cosa le sue mani. La quinta cosa è stata il silenzio. La sesta cosa la sua sorpresa. La settima cosa è stato il suo Ti amo. L’ottava cosa il suo abbraccio. La nona cosa è il suo amore. La decima cosa è la nostra vita. Qui ancora posso dire poco. Le cose filano a meraviglia, quando non c’è mi manca da impazzire. Vorrei vederla svegliarsi la mattina e sentirla addormentarsi sulla mie gambe la sera. Parliamo di cose che abbiamo sempre odiato, ogni tanto ci ritroviamo a parlare di cosa faremo da vecchi. In fondo ci siamo sempre amati, la ricordo bellissima, ma mai tanto come adesso. Quando la vedo arrivare è un colpo al cuore. Ogni tanto le parlo e piango, lei mi stringe ed io non sono mai stato meglio. Piangerò ancora per lei, ma le ho promesso che non la farò mai piangere per me, almeno in negativo. Questo è il nostro inizio, questa è la prefazione di una vita insieme. Volevo farle un regalo prima che partisse. Fare un regalo a lei che è tutta la mia vita. Fare un regalo a lei che sarà tutta la mia vita. Quando un giorno la incontrerò.

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